Quanto incide l’altezza nel basket?

Bentornati su Hack a Stat! Questo post è un‘analisi statistica dura e pura per capire se e quanto l’altezza dei giocatori incida sul gioco e il risultato nel basket moderno.

Introduzione

Questa analisi nasce da un mio pensiero, ovvero la convinzione che Milano per il prossimo anno abbia necessità di un’ulteriore ala oltre a Micov (scrivevo al termine della stagione 2017/2018). Sono dell’idea che un giocatore in spot 3 con buone abilità difensive possa giovare all’Olimpia, sia per ridurre il minutaggio a Micov, sia per garantire un tenuta difensiva differente, soprattutto contro le ali che girano in Europa. Perciò mi sono chiesto: è possibile evincere tale esigenza dai numeri? Questa domanda ha scaturito una reazione a catena che ha portato a qualcosa di più: il post quindi si focalizzerà in primo luogo su quanto l’altezza influenzi i risultati e il gioco, in particolar modo quello difensivo.

Perché proprio l’altezza? Beh perché ciò che differenzia i ruoli sono le dimensioni, quindi altezza e peso. Vero, nel basket odierno la differenza netta dei ruoli rispetto all’altezza si è affievolita, ma tutto sommato ci si può ancora affidare ad essa per suddividere i giocatori nei vari ruoli: i play e le guardie in media sono attorno ai 190cm, le ali attorno ai 200cm, i lunghi sui 210/215cm.

Altezze medie e pesate

Partiamo quindi da questo dato base: il seguente grafico mostra l’altezza media delle sedici squadre di Eurolega.

Ma questa è una semplice media aritmetica, un dato che non ci fornisce una vera informazione: in quei numeri risiedono altezze di giocatori scesi in campo pochissimo. Per ovviare a ciò è utile pesare l’importanza dell’altezza in base ai minuti totali giocati: in questo modo si riducono i margini di errore del dato di partenza, in quanto non si tiene solo conto dell’altezza del giocatore, ma anche del suo effettivo utilizzo. Calcolando quindi questa media ponderata si ottengono i seguenti risultati:

Come vedete il Panathinaikos è la squadra con la media aritmetica più bassa, ma pesando i valori sui minuti passa da 16° a 11°. Milano arretra di quattro posizioni, diventando la penultima, davanti al solo Maccabi. Per facilitare la visualizzazione della nuova classifica ecco il grafico che mostra solo le altezze ponderate:

Incidenza dell’altezza

L’Olimpia, il Maccabi, l’Efes hanno quindi utilizzato per la maggior parte del tempo giocatori “bassi” (in relazione alle medie europee), tre squadre che nel corso della stagione hanno faticato assai. Subito dopo troviamo però il CSKA, ovvero il vincitore della regular season dell’Eurolega. Ciò fa presumere che l’altezza non influenzi più di tanto il risultato. Ed in effetti intersecando l’altezza pesata con la percentuale di vittoria si ottiene il seguente grafico:

Per quanto la tendenza del grafico ci mostri una tendenza leggermente positiva, la distribuzione delle squadre è molto eterogenea. La linea di tendenza è infatti poco inclinata, a significare che la correlazione tra i due dati non è così marcata. Per esempio, Milano e la Stella Rossa hanno altezze medie diametralmente opposte, ma W% quasi uguali. Insomma, sembra che l’altezza media non influenzi più di tanto i risultati di una squadra.
Ho voluto perciò verificare altre correlazioni per trovare qualche spunto che mi permettesse di continuare l’analisi. Il passo successivo è stato quello di incrociare la media ponderata delle altezze con il Pace:

In questo caso abbiamo già una tendenza più marcata: se una squadra è piccola, è più facilitata nella corsa e quindi ad alzare il ritmo. Chiaro, la velocità di gioco (così come la velocità di un giocatore) è influenzata da molti altri fattori, ma Maccabi e Fenerbahce, che si posizionamento una agli antipodi dell’altra, ci dimostrano come tra i due dati ci sia una correlazione. Questo grafico ci fornisce quindi un primo spunto interessante: se hai una squadra nella quale i giocatori più utilizzati sono piccoli, sarebbe opportuno, salvo casi particolari, alzare il ritmo.

Il grafico che però più mi incuriosiva era quello inerente il Defensive Rating di squadra, dato che l’altezza di un giocatore influenza maggiormente il suo contributo difensivo che quello offensivo. Una maggiore altezza rispetto all’avversario marcato porta ad avere alcuni vantaggi: permette al difensore di coprire un maggiore spazio, consentendogli di limitare la visione avversaria. Inoltre c’è una dimensione fino ad ora non citata, ma che è strettamente correlata all’altezza: l’apertura alare o, in inglese, wingspan. Nella NBA odierna il wingspan è un dato altamente considerato, addirittura più dell’altezza per certi aspetti. Avere una ampia apertura alare permette al difensore di arginare maggiormente l’avversario e disturbare efficacemente il palleggio e il tiro. Infine, con un wingspan ampio i giocatori possono cambiare marcatura senza incappare in mismatch difensivi. Nel basket moderno si effettuano infatti tantissimi cambi: avere tra le proprie fila un giocatore con caratteristiche che permettano di effettuarli senza creare vantaggi all’avversario è fondamentale.
Riprendendo l’immagine dell’Uomo Vitruviano di Leonardo si nota che l’altezza di un uomo è equivalente all’apertura alare: ciò è vero, ma ovviamente ci sono eccezioni.

Alcuni studi hanno calcolato il rapporto tra le due misure: siamo vicinissimi all’1, ma in realtà l’apertura alare è leggerissimamente superiore all’altezza (0,5-1% in più). Ci sono poi i casi particolari come Leonard o Durant che hanno un wingspan maggiore della propria altezza; così come esistono persone che hanno un’apertura inferiore alla loro statura. In ogni caso, visto la scarsa reperibilità di questi valori, assumiamo che i due siano equivalenti. Detto ciò, intersechiamo la media pesata dell’altezza (che sarà quindi anche la media pesata del wingspan) con il Defensive Rating:

Anche in questo caso non si evince una correlazione da cui trarre qualche interessante considerazione. Stella Rossa e Olympiacos hanno entrambe un alto valore di altezza pesata, ma Defensive Rating molto differenti.

Nei grafici mostrati fino ad ora si nota quindi una certa influenza dell’altezza pesata su diversi valori, ma nulla di così eclatante da giustificare una necessità per le squadre di avere giocatori alti.

Incidenza dell’altezza del backcourt

Per migliorare ancora di più l’analisi ho quindi pensato di calcolare la media pesata delle altezze del backcourt (pointguard, shooting guard e forward) e del frontcourt (power forward e centri). Ecco quindi il grafico che mostra le altezze pesate dei soli esterni (blu) e dei soli lunghi (verde) delle sedici squadre di Eurolega:

Non è un caso notare come tendenzialmente troviamo le peggiori difese sul lato sinistro del grafico (quindi con il settore esterni basso), mentre le migliori sul lato destro. Avere un pacchetto di esterni con alta statura significa avere una difesa perimetrale che concede meno spazi e rende la vita più difficile all’attacco avversario; oltretutto permette alle difese di non concedere mismatch una volta effettuati cambi. Riprendiamo perciò i grafici a dispersione mostrati precedentemente, ma questa volta utilizziamo solo l’altezza pesata del backcourt: partiamo intersecandola con il Winning Percentage.

Le ultime due squadre in classifica nell’angolo peggiore, le prime tre nell’angolo migliore: no, non è un caso. Avere un backcourt alto aiuta a vincere. Ci sono poi dei casi particolari, come ad esempio il Maccabi, che sopperiva a questo gap di quota alzando il ritmo di gioco, puntando di più sulla vena offensiva dei suoi giocatori, ma in ogni caso la tendenza generale ci conferma la correlazione.
Riprendendo anche il grafico inerente il Pace, troviamo una tendenza che riconferma le deduzioni del grafico con l’altezza ponderata globale:

Maccabi in alto a sinistra, Fenerbahce in basso a destra: anche considerando quindi la solo altezza pesata degli esterni il grafico fornisce le stesse indicazioni di quello con l’altezza pesata di tutti i giocatori.

Infine il grafico che ritengo più importante: quello inerente la difesa, nel quale intersechiamo la media pesata dell’altezza degli esterni con il Defensive Rating di squadra.

La linea di tendenza è fortemente inclinata, a significare che tendenzialmente con un backcourt alto (e quindi con wingspan più larghe della media) è più facile mettere in campo una difesa arcigna. È bene sottolinearlo: chiaramente incidono anche le abilità difensive dei giocatori, ma ciò non di meno l’altezza è lampante che aiuti.

Incidenza dell’altezza del frontcourt

L’altezza per il frontcourt invece ha meno influenza sul Defensive Rating. Ecco il grafico che la mostra:

Una distribuzione quanto mai eterogenea. Il CSKA ha il pacchetto lunghi più basso, ma è una delle prime difese. Il Real è anch’essa una delle migliori difese, ma con l’altezza media non altissima.

A mio parere ci sono due motivi principali che portano a questa diffusione: in primo luogo, ormai le power forward giocano più esternamente che internamente. Ciò comporta che oltre un certo limite, l’altezza diventa un difetto più che un valore aggiunto: difendere movimenti da esterni con dimensioni oltre i 210 cm risulta complicato. Non è impossibile e abbiamo degli esempi che dimostrano il contrario, ma sono comunque meno comuni. Lo small ball è essenzialmente questo alla fine: inserire un quarto esterno al posto di uno dei due lunghi, abbassando il quintetto e sfruttando la differente agilità tra un esterno e un lungo. Tale fenomeno spiega in parte la tendenza negativa del grafico, dato che è necessario abbassare il quintetto difensivo per sopperire al differente atletismo.
Il secondo motivo è che ormai ai centri non è richiesto solo essere alti, ma anche rapidi e non sempre queste due caratteristiche vanno d’accordo. Centri alti e statici oggigiorno fanno fatica a tenere i ritmi di gioco e anche questo motivo spiega perché più ci si sposti verso destra, più è facile imbattersi in alti Defensive Rating.

Conclusioni

Come è riscontrabile dai vari grafici, nel basket moderno avere un backcourt alto (e quindi con molta probabilità con wingspan ampi) garantisce alcuni vantaggi difensivi: maggiori tiri contestati, più passaggi deviati e limitazioni di spazio, oltre che a non concedere mismatch dopo i cambi. Ovviamente non basta l’altezza degli esterni per creare una difesa efficace; sono comunque richieste abilità difensive da parte degli stessi.
Il frontcourt è anch’esso influenzato dall’altezza media, ma in questo caso esistono altri fattori (velocità, letture difensive) che risultano essere più determinanti dell’altezza stessa.

È tutto, alla prossima, il vostro amichevole Cappe di quartiere.

Lascia un commento