Learn a Stat: Possessi e Pace

Il primo capitolo di Learn a Stat è dedicato a due statistiche su cui si basano praticamente tutte le statistiche avanzate: possessi e Pace. La loro comprensione è quindi fondamentale per capire anche molte altre statistiche.

POSSESSI

Introduzione

Il possesso è l’unità di misura di moltissime statistiche avanzate: uniformare le quantità di assist, palle rubate o perse, punti, tiri tentati o realizzati rispetto al numero di possessi giocati permette un confronto diretto tra le varie squadre, depurandolo dalla variabile della velocità di gioco. Questo perché ogni squadra predilige un suo ritmo di gioco: tale fattore condiziona il numero di possessi in una partita rispetto ai 40 minuti di gioco.

Ecco quindi che confrontare gli assist ogni 100 possessi rispetto agli assist a partita risulti più intelligente: una squadra che ha nel suo DNA il run’n’gun produrrà mediamente più assist a partita di una squadra dal ritmo compassato; non considerare tale fatto risulta controproducente per una corretta analisi. In altre parole non ci interessano i valori in termini relativi alle partite giocate (es: assist a partita), ma in termini relativi ai possessi giocati (es: assist ogni 100 possessi).

Definizione

Per prima cosa dobbiamo capire cosa significhi “possesso”: siamo in ambito matematico e quindi si ha la necessità di definire un valore in modo che abbia un significato univoco.
Secondo Dean Oliver il possesso è un’azione di gioco che inizia quando un giocatore ottiene il possesso del pallone e si conclude solo in uno dei seguenti modi:

  1. Tiro dal campo o dalla lunetta realizzato;
  2. Rimbalzo difensivo degli avversari a seguito di un tiro sbagliato;
  3. Palle persa;

Si badi bene a questo particolare: un rimbalzo offensivo non genera un nuovo possesso nel gergo statistico. Una squadra cattura tre rimbalzi offensivi dopo altrettanti tiri sbagliati? È comunque UNO possesso.
Conoscendo queste importanti nozioni possiamo osservare la formula che permette di calcolare i possessi.

Formula

Idealmente se si partisse dalla definizione di possesso si otterrebbe la seguente formula:

\dpi{100} \boldsymbol{Poss=FGA+0,44\cdot FTA-OR+TO}

Si utilizzano quindi i seguenti termini:

  1. FGA: tiri dal campo tentati, somma dei tiri da 2 punti e 3 punti;
  2. FTA: tiri liberi. Questo termine è moltiplicato per un coefficiente 0,44, dato che ovviamente non tutti i tiri liberi concludono un possesso. A seguito di un fallo su tiro si tirano 2 (o 3) liberi; c’è anche la situazione di canestro segnato e fallo subito. Quel coefficiente tiene conto di tutte queste situazioni e permette l’ottenimento di una stima dei tiri liberi che effettivamente hanno concluso un possesso. I falli subiti in bonus o a seguito di tecnici/antisportivi provocano la conclusione del possesso come un normale fallo su tiro;
  3. OR: rimbalzi offensivi. Bisogna sottrarre i rimbalzi offensivi di squadra, dato che, come abbiamo detto, un rimbalzo offensivo non genera un nuovo possesso. Per cui sottraendo tale valore si elidono i tiri tentati successivamente;
  4. TO: palle perse;

In realtà essendo in ambito statistico bisogna considerare alcune variabili che portano ad avere una formula un attimo più complicata, ma con il medesimo scopo (sia chiaro, la prima formula rimane comunque valida: quando si vuole fare una rapida analisi di una partita è sicuramente più comoda della seguente):

\dpi{100} \boldsymbol{Poss=FGA+0,44\cdot FTA-1,07\cdot \frac{OR}{OR+oppDR}\cdot (FGA-FGM)+TO}

I termini sono i medesimi, ma in questa seconda formula si utilizzano anche i rimbalzi difensivi avversari (Opp DR) per poter calcolare la OR% e dare un peso differente ai rimbalzi offensivi a gioco in corso, in modo da avere un valore quanto più esatto possibile.

In questa seconda formula non si sottraggono semplicemente i rimbalzi offensivi; si dà i realtà un peso maggiore ai rimbalzi offensivi a seguito di un tiro dal campo sbagliato (i rimbalzi offensivi dopo un tiro libero sono piuttosto rari e quindi si preferisce non prendere in considerazione questa situazione).

Le due formule riportate calcolano i possessi giocati da una singola squadra; è facile intuire che anche la squadra avversaria ne giochi lo stesso numero. Essendo però stime e non calcoli esatti, si ricaveranno valori simili ma quasi mai uguali tra le due squadre: le discrepanze sono date dai coefficienti legati ai tiri liberi e ai rimbalzi. Per avvicinarsi ancora di più all’esatto valore di possessi giocati quindi si mediano i valori di ognuna delle due squadre che hanno disputato una partita. In definitiva la formula per il calcolo dei possessi è la seguente e il risultato vale per entrambe le squadre che hanno giocato l’incontro:

\dpi{100} \boldsymbol{Poss=\frac{Poss_{team1}+Poss_{team2}}{2}}

Lettura e usi

Il numero di possessi serve a capire quale sia il ritmo di squadra: maggiore è il numero, maggiori saranno i possessi giocati e di conseguenza la velocità di gioco. Prendiamo ad esempio alcune partite di Super Coppa e osserviamo i possessi giocati nelle due semifinali:

Utilizzando la seconda formula del precedente paragrafo possiamo ricavare i possessi stimati per le quattro squadre: ecco che subito possiamo notare come i valori siano simili ma non uguali, sia per Milano – Trento, sia per Sassari – Venezia. Per cui mediando i due valori otteniamo un numero di possessi più corretto e tale valore sarà poi utilizzato per il confronto e per il calcolo di altre statistiche.

Poniamo ora che Milano – Trento sia finita dopo due tempi supplementari, ma con gli stessi numeri di tiri, palle perse, ecc. Otterremmo lo stesso numero di possessi, come si può notare nella tabella sottostante:

È chiaro che sia un valore corretto ai fini del mero utilizzo della formula, ma concettualmente sbagliato: confrontando le due partite sembrerebbe che ci sia una differenza di 4/5 possessi, ma in realtà la partita finita dopo due tempi supplementari avrà avuto un ritmo molto più lento di quanto mostra il valore, dato che il tempo di gioco a disposizione per Milano e Trento è stato maggiore.

In nostro soccorso giunge il Pace, evoluzione dei possessi.

PACE

Introduzione

Il Pace serve per ovviare a situazioni in cui i minuti di gioco sono diversi dai canonici 40 (o 48) e quindi non si possono fare le classiche considerazioni confrontando i valori dei possessi.

Definizione

Il Pace non è nient’altro che il numero di possessi ripartito su una quantità di minuti pari a 40 (o 48). È chiaro che utilizzando il Pace si perda parte della visione al numero reale di possessi giocati, ma poco importa: le statistiche mostrano quasi sempre tendenze e non valori reali.

Formula

Per calcolarlo si prende il numero di possessi e lo si divide per i minuti effettivi di gioco e quindi si moltiplica il tutto per 40: con questa semplice proporzione anche le partite finite ai tempi supplementari possono essere confrontate con quelle finite ai tempi regolari.

\dpi{100} \boldsymbol{Pace=\frac{Poss}{Min}\cdot 40}

In ambito di basket statistico è consuetudine misurare i minuti di gioco come somma dei minuti giocati dai singoli giocatori di una squadra: ciò vuol dire che è facile imbattersi in partite da 200 minuti (fine dei tempi regolamentari, 40 minuti per ciascun giocatore in campo, quindi 40*5) o 225 minuti (fine dopo un supplementare, 45 minuti per ciascun giocatore in campo, quindi 45*5). Se quindi si divide il numero di possessi per tale somma di minuti il fattore moltiplicativo non sarà più 40 ma ovviamente 200 (40*5).

In ambito di basket statistico è consuetudine misurare i minuti di gioco come somma dei minuti giocati dai singoli giocatori di una squadra: ciò vuol dire che è facile imbattersi in partite da 200 minuti (fine dei tempi regolamentari, 40 minuti per ciascun giocatore in campo, quindi 40*5) o 225 minuti (fine dopo un supplementare, 45 minuti per ciascun giocatore in campo, quindi 45*5). Se quindi si divide il numero di possessi per tale somma di minuti il fattore moltiplicativo non sarà più 40 ma ovviamente 200 (40*5).

Lettura e usi

Le analisi e l’utilizzo del Pace sono le medesime a quelle spiegate per i possessi: per comodità si utilizza sempre e solo il Pace per confronti di ritmo di gioco, appunto per la caratteristica del Pace di non essere condizionato dai minuti di gioco.
Riprendendo quindi l’esempio di poco fa possiamo calcolare il Pace ed effettuare un confronto diretto tra le due semi-finali:

Ecco che quindi l’ipotetica semi-finale Milano – Trento terminata dopo due tempi supplementari è stata uno scontro molto lento rispetto all’altra semi-finale e solo grazie al Pace possiamo notarlo.

Una domanda molto comune sul Pace è: esistono dei valori limite che facciano capire se una squadra giochi a ritmo alto o basso? No, il Pace (e i possessi) sono un valore relativo che deve perciò essere confrontato con altri valori per caprine l’entità. Viene quindi comodo calcolare i Pace delle partecipanti ad un campionato e farne poi la media: conoscendo il valore medio si possono fare le dovute considerazioni. Prendiamo per esempio una passata stagione regolare di LBA:

Il Pace medio di Lega si attesta attorno ai 74 possessi a partita. Conoscendo questo dato e osservando i Pace delle squadre si può capire quali siano le più veloci e le più lente: in questo caso Brindisi è la più veloce, Sassari la più lenta.

Questo Learn a Stat finisce qua. Alla prossima, il vostro amichevole Cappe di quartiere.

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